«Serve maggiore rigore nella selezione della classe dirigente, nella costruzione delle alleanze e nella scelta dei candidati», ragiona Fulvio Martusciello, europarlamentare e numero uno di Forza Italia in Campania in riferimento agli scioglimenti dei comuni a guida centrosinistra.Fdi parla di emergenza criminalità in quest’area, è d’accordo?
«Il numero dei comuni sciolti in pochi mesi è certamente allarmante e sarebbe un errore sottovalutarlo, anzi si impone una riflessione politica seria. La criminalità organizzata cerca sempre di approfittare delle fragilità della politica e delle istituzioni. Forza Italia continuerà a difendere il garantismo, perché le responsabilità penali spettano esclusivamente alla magistratura. Ma esiste anche una responsabilità politica e chi governa un territorio non può sottrarsi a questo giudizio. Serve maggiore rigore nella selezione della classe dirigente, nella costruzione delle alleanze e nella scelta dei candidati».
Mentre ad Ercolano emergono in queste ore comportamenti inquietanti da parte dei consiglieri del Pd appena eletti.«Questo caso merita grande attenzione. Nessuno deve sovrapporre il piano giudiziario a quello politico, ma chi ricopre un incarico pubblico ha il dovere di evitare comportamenti che possano compromettere la credibilità delle istituzioni. Il Pd avrebbe dovuto assumere una posizione più chiara e più tempestiva. Quando si amministrano territori delicati non possono esserci leggerezze né ambiguità».Castellammare, però, è un caso particolare: ben due scioglimenti in 4 anni che hanno interessato sia il centrodestra che il centrosinistra.«È la dimostrazione che la criminalità organizzata non guarda al colore politico e tenta di infiltrarsi ovunque trovi spazi. Nessuno può pensare di essere immune. Proprio per questo ogni forza politica ha il dovere di esercitare il massimo rigore nella selezione della propria classe dirigente. Da vicende come quella di Castellammare bisogna trarre un insegnamento, non cercare giustificazioni».
Come si esce da questa situazione?«Si esce rimettendo la buona politica al centro. Il governo di centrodestra sta facendo con determinazione la propria parte nel contrasto alla criminalità organizzata. Ora spetta ai partiti fare fino in fondo la loro. Le candidature non possono essere il risultato della ricerca del consenso a ogni costo. Servono persone competenti, credibili e libere da qualunque zona d’ombra. La legalità si costruisce prima delle elezioni, quando si formano le liste e si sceglie chi dovrà rappresentare i cittadini».
È il caso di mettere un freno alle civiche che portano voti alle coalizioni ma spesso portano in consiglio personaggi chiacchierati?«Le liste civiche non sono il problema. Il problema nasce quando finiscono per indebolire la responsabilità politica dei partiti nella selezione delle candidature. In tanti comuni rappresentano una risorsa, ma non possono trasformarsi in semplici contenitori elettorali. I partiti devono tornare ad assumersi fino in fondo la responsabilità delle persone che candidano. La qualità delle istituzioni dipende innanzitutto dalla qualità della classe dirigente».
Spesso gli scioglimenti sono determinati non dai comportamenti degli amministratori quanto della macchina comunale che, però, rimane al suo posto.«La normativa sugli scioglimenti rappresenta uno strumento fondamentale nella lotta alle infiltrazioni mafiose e va preservata. È giusto, però, aprire una riflessione su come rafforzare la fase successiva al commissariamento. Accanto all’azione del governo e delle prefetture, bisogna aiutare i Comuni a ricostruire strutture amministrative solide, valorizzando dirigenti qualificati, formazione e controlli efficaci. L’obiettivo deve essere quello di rendere sempre più difficile qualsiasi tentativo di condizionamento della criminalità organizzata e sempre meno necessario il ricorso allo scioglimento dei Comuni. Fa sorridere il Pd che invoca il cambiamento della legge su cui ovviamente siamo d’accordo. Vorrei ricordare quando, a ragion di diritto, lo chiedevamo noi per casi di scioglimento in cui il condizionamento, si scriveva nella motivazione, era più probabile che improbabile. Il Partito Democratico la difendeva. Quante carriere politiche ha stroncato questa legge? La camorra, se c’è, è nemica di tutti. (IL MATTINO)

