Mentre l’uomo forte di Forza Italia in Campania incalzava Zaia, ai microfoni di SkyTg24 il segretario azzurro e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, raffreddava gli animi e si diceva fiducioso sulla possibilità di trovare in tempi stretti un nome da candidare per il post-Zaia: “Non avremo problemi a trovare un accordo, si troverà l’accordo, non ho preclusioni nei confronti dei leghisti”.
La Lega continua a rivendicare il diritto a candidare un proprio esponente nella regione che è — ma un tempo lo era di più — uno degli zoccoli duri dei consensi del Carroccio. “La Lega ha in ufficio in Italia 502 sindaci che lavorano, in Veneto sono 161 e noi mettiamo a disposizione della squadra in Veneto il meglio che possiamo esprimere — ha detto Matteo Salvini intervistato da Radio24 —. Alberto Stefani ha 33 anni, ha fatto il sindaco per due mandati. È in Parlamento, sa amministrare. Potrebbe essere il governatore più giovane di Italia perché fa il sindaco da quando aveva 25 anni. Lo mettiamo a disposizione, non imponiamo niente a nessuno”.
Non c’entra solo il Veneto, perché non è la prima volta che Martusciello attacca Zaia. A gennaio, rispondendo a chi gli chiedeva un commento sulla richiesta di difesa del Veneto fatta a Salvini da Zaia, il capogruppo di Forza Italia al Parlamento europeo aveva risposto: “Per il governatore del Veneto il Sud non esiste. C’è una vena di razzismo evidente nelle sue parole e un atteggiamento di disprezzo verso i meridionali”. Alle sue parole, aveva replicato la Lega: “Chi male intende peggio risponde. Affermare che Zaia sarebbe “razzista” perché ha a cuore il proprio territorio è una mancanza di rispetto verso un bravo amministratore di comprovata esperienza sostenuto dalla stragrande maggioranza dei veneti e con un consenso trasversale”, aveva detto Paolo Borchia, capo delegazione del Carroccio a Bruxelles. (ESPRESSO.IT)


